sabato 22 agosto 2009
venerdì 21 agosto 2009
Il terrorista di Lockerbie? Un eroe...
Così viene trattato Abdelbaset Al Megrahi al suo arrivo in Libia, dopo che è stato scarcerato per motivi di salute:
Ovviamente, grande è stato lo sconcerto da parte dell'opinione pubblica e della politica anglosassone, paese in cui il terrorista era detenuto. Questo soprattutto dopo che in giugno il colonnello Gaddafi aveva negato una tale eventualità.
Ancora una volta, questa è una dimostrazione della inaffidabilità del leader libico, con cui abbiamo concluso importanti _ e costosi _ accordi sul controllo dell'immigrazione clandestina (notizie di questi giorni dimostrano che quei 5 miliardi di euro non siano stati spesi affatto bene).
Val la pena quindi dare un'occhiata a questo video:
Questa è l'accoglienza che noi Italiani abbiamo riservato a quest'uomo. Uomo per il quale abbiamo violato il trattato Nato, rifiutandoci di concedere l'uso delle basi in caso di attacco Nato alla Libia.
E direi che ce n'è abbastanza.
mercoledì 19 agosto 2009
Seegugio e PhotoStalker cessano di funzionare
Continua la mia iniziativa di informazione sul (dubbio) connubio tra Facebook e la Privacy.
Questa volta, però, va spezzata una lancia a favore del colosso tra i Social Network, in seguito alla decisione di sospendere la funzionalità di due tra le più discusse (ed utilizzate) applicazioni, ossia Seegugio e PhotoStalker.
Queste applicazioni erano in grado di mostrare all'utente le immagini e gli album di persone al di fuori della schiera di amici, con evidente violazione della privacy.
Il voyeurismo latente presente all'interno di ognuno di noi le stava rendendo un fenomeno di massa, con più di 200 mila persone ad adoperarle e - si suppone - almeno un milione di persone "sorvegliate". Proprio questa loro grande popolarità ha messo Julie Tung (al servizio di Facebook) sull'attenti, portandola alla disattivazione delle funzionalità delle applicazioni sopra citate.
Accanto al grande disappunto degli utenti, privati del loro eagle eye, si affianca la soddisfazione di coloro i quali vorrebbero vedere l'ambiente Facebook a totale difesa della privacy degli iscritti.
Maggiori informazioni al sito Splesh!Web, a cura di Fabrizio Trentacosti.
lunedì 17 agosto 2009
Social lightheartedness
C'era una volta Facebook, il secondo più famoso sito di Social Networking al mondo (alle spalle di MySpace), all'interno del quale gli utenti si scambiavano racconti personali, informazioni, conoscenza, e - perché no? - gossip. Solo una esigua quantità di persone, tuttavia, popolavano il sito, rendendone l'efficacia limitata.
Così, il meccanismo del passaparola, del voyeurismo e, in ultimo, della moda, hanno portato quantità sempre crescenti di persone a popolare le pagine del Network, con un sempre più ingente quantitativo di informazioni personali a farne da contenuto.
Tante informazioni, tante. Troppe, perché qualcuno non ne fosse attratto. Non sto parlando di Cracker malefici, di pirati informatici malintenzionati alla ricerca di sensible data, sfruttando per i loro scopi le più avanzate tecnologie di web intrusions. Niente di tutto ciò, non è necessario arrivare a tanto. E' molto più facile, infatti, mandare in giro su FB applicazioni 'divertenti', del tutto legali, che però nascondono qualcosa al loro interno.
Guardate questa immagine, leggete bene il testo al suo interno:
Giusto per darvi un esempio di cosa è possibile fare con dati personali sensibili, ecco a voi un interessante articolo pubblicato da Le Scienze, nel numero di Novembre 2008:
Questo è solo un esempio delle innumerevoli cose che si possono fare, a partire da un database di informazioni personali facilmente accessibili a chi, come molti utenti di Facebook, permette libero accesso al proprio account ad ogni creatore delle applicazioni che, sempre più, popolano questo sito.
Chiunque tra noi, sfogliando la propria pagina Home, potrà constatare come ora FB sia diventato una vetrina di risposte a quiz da parte dei nostri amici. Nulla più. E' ormai sparito il concetto di Social Networking che avrebbe dovuto animare gli iscritti al sito.
Immagino che il creatore di una delle più note applicazioni in voga in questi giorni, quella della frase nascosta nel bigliettino, tra qualche tempo potrà consegnare ai posteri un biscottone contenente all'interno milioni di vostri dati personali ottenuti legalmente.
Ma quel che più gli darà soddisfazione, è che voi non sapete nulla di lui.
Ringrazio Merlinox dal cui articolo ho tratto alcune informazioni per questo post. Vi consiglio di visitarlo, troverete ricchi spunti di riflessione.
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